Annibale Frossi
Mini-retrospettiva in due articoli
1. Annibale Frossi, un’ala destra con gli occhiali
2.Annibale Frossi, un miracolo a Berlino 1936
Annibale Frossi
un’ala destra con gli occhiali
Articolo 1
ANNIBALE FROSSI
Muzzana del Turgnano (UD) 06.07.1911 – Milano 26.02.1999
Era gravemente miope.
Per questo si fabbricò degli occhiali, tipo due fondi di bottiglia, che con un filo legato intorno alla nuca restavano ben saldi. Qualche difensore avversario restava interdetto e quasi non voleva intervenire data la situazione quasi comica di Frossi. Altri non vedevano l’ora di rompere quegli occhialini.
Ma Frossi ebbe la sua carriera calcistica.
Esordì nel calcio professionistico con l’Udinese nel 1930, giocando talvolta come attaccante centrale, emergendo in diverse sfide come uno dei migliori in campo sia nella stagione 1929-1930 che nella stagione 1930-1931. Con i friulani conquistò la promozione in Serie B nel 1929-1930 e contribuì alla salvezza nella stagione successiva. In seguito fece stagioni con il Padova e con il Bari.Ala destra, Frossi era un bel giocatore.
Dotato di una ottima velocità (percorreva i 100 metri in 11 secondi e 4 decimi, palla al piede), secondo le parole di Gianni Brera “possedeva grande scatto e ammirevole coordinazione: non aveva gran tocco di palla ed era scarso in acrobazia perché, miope, doveva giocare con gli occhiali”.
Vittorio Pozzo invece disse di lui: “Un opportunista della più bell’acqua”. Possedeva inoltre un eccellente tiro dalla media distanza e fu un ottimo esecutore degli schemi di gioco.
Viene richiamato in servizio militare per la Guerra d’Etiopia: caporal maggiore, si trova a Napoli sul piroscafo “Saturnia” che deve trasportare truppe in Africa, quando incontra il gerarca Serena il quale, apprese le sue qualità di calciatore, lo scrittura immediatamente per la squadra della sua città, L’Aquila.
Così, non lotta in Etiopia nelle zone di Addis Abeba che Il 5 maggio del 1936, all’apparente termine della guerra d’Etiopia, fu conquistata dalle truppe italiane guidate dal maresciallo Pietro Badoglio e quattro giorni dopo, l’impero d’Etiopia fu aggregato all’Africa Orientale Italiana insieme a Eritrea e Somalia italiana. Nonostante la conquista decisiva non fosse avvenuta e vi fossero ancora vasti territori sotto il controllo dei ras¹ e dei vari feudatari.
Infatti, nel 1935-36 Frossi finisce in Abruzzo, di nuovo in serie B, dove segna 9 reti in 34 presenze.
Intanto Frossi sta studiando per conseguire laurea in Giurisprudenza.
1 .Il titolo, uno dei più nobili della corte imperiale etiope (equivalente all’europeo duca), nacque probabilmente nel XVI secolo; era dapprima attribuito ai signori feudali delle maggiori province dell’Etiopia, mentre in seguito fu assegnato ai dignitari di rango immediatamente inferiore al negus. A partire dal XIX secolo il titolo iniziò a essere insignito frequentemente. Il ras aveva una grande autorità nella zona in cui governava.
1936 è anno olimpico, l’attività della nazionale viene ridotta al minimo. Pozzo ha da visionare gli universitari con i quali si vuole partecipare al torneo di Berlino.
Nessuno della nazionale fa parte della selezione olimpica. Però non sono nemmeno dilettanti. Giocano quasi tutti in serie A: Foni, Rava, Ugo Locatelli, il mediano dell’Ambrosiana, diventeranno fra due anni campioni del mondo; il centravanti del Pisa, Sergio Bertoni, farà parte della rosa.
Frossi venne scoperto dall’allenatore della Nazionale italiana Vittorio Pozzo mentre militava in Serie B: il commissario tecnico lo convocò quindi per i Giochi Olimpici del 1936, in una rosa che vedeva tutti giocatori esordienti.
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