Bruno Neri
Centrocampista, partigiano
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- 10/10/2026
- rubbianiriccardo
Nato a Faenza nel 1910.
All’età di 16 anni Bruno Neri gioca titolare nel Faenza, che 1926-1927 disputa il campionato di serie B.
Si diploma intanto in agraria mentre gioca con la Fiorentina.
La Fiorentina, appunto. Che nell’estate del ’29 acquista a soli 19 anni Bruno Neri con l’enorme cifra di 10 mila lire.
Alla presidenza del club viola c’è il marchese Ridolfi, fascista e squadrista della prima ora, considerato da Mussolini un buon gerarca, che vuole allestire una squadra competitiva per passare nel campionato di serie A.
A Firenze si pensa in grande e si decide di costruire un nuovo stadio.
– 1931
Inaugurazione impianto nuovo e amichevole di calcio.
Bruno Neri non fa il saluto romano, è l’unico. Le braccia ben salde ai fianchi.
Intanto, la Fiorentina vince il campionato di serie B con tre giornate di anticipo e il merito principale di quell’annata calcistica strepitosa, a giudizio unanime della stampa sportiva, è di Bruno Neri.
Proveniente dalla Faenza anarchica, Neri è un calciatore particolare, attento alla cultura e lettore accanito, amante della poesia.
E’ di casa al Bar delle Giubbe Rosse di Firenze.
Dopo gli allenamenti frequenta soprattutto musei.
Iscritto all’Istituto di Lingue Orientali di Napoli, continua a dare gli esami mentre gioca a pallone.
– 1936
Vittorio Pozzo lo chiama in Nazionale maggiore. Partita della Coppa Internazionale Italia-Svizzera.
A San Siro Italia vince per 4-2, Pozzo riconferma l’ossatura tradizionale, a parte il portiere della Juve, Ugo Amoretti.
E quindi anche il mediano della Lucchese, Bruno Neri.
Neri è uno dei pochi della Nazionale a essere antifascista dichiarato.
A livello di Nazionale di calcio ormai Neri era compagno di squadra di Amoretti, Monzeglio, Allemandi, Montesanto, Andreolo, Pasinato, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi.
Dopo la Fiorentina Neri va alla Lucchese che è una grande squadra al tempo. In questo periodo a Lucca si avvicina sempre più agli ambienti antifascisti.
Ultima maglia vestita da Neri è quella del Torino con cui gioca 65 partite.
Al Torino, Neri vive anni fervidi sotto l’aspetto culturale: alloggia all’albergo Dogana Vecchia di via Corte d’Appello, frequentato dai calciatori della Juve, ma anche da giovani scrittori e intellettuali.
– 1940
Bruno Neri si ritira dal calcio.
– Uomo, calciatore, partigiano.
Con i soldi dell’attività calcistica Neri apre una piccola fabbrica dove mette a lavorare degli amici.
Intanto, ha già deciso di combattere le autorità fasciste in tutti i modi possibili. Si unisce al Battaglione Ravenna.
Nome di battaglia partigiano “Berni”.
Aveva un gran dispendio di energie. Correva molto per manovre sue personali o per andare in soccorso dei compagni e creare superiorità numerica di gioco.
Lo chiamavano “Testòn” perchè era molto forte nei colpi di testa. Ed era generoso, molto generoso.
Era un mediano elegante.
Bruno Neri, un calciatore professionista esemplare, colto e raffinato, giocò nella nazionale di Piola e Meazza.
Il 10 luglio del ’44, Bruno Neri e il suo amico Vittorio Bellenghi, giocatore di pallacanestro, su autorizzazione di Vincenzo Lega, comandante del battaglione Ravenna, vanno in avanscoperta per verificare che non vi fossero tedeschi sulla strad nei pressi della chiesa di Gamogna.
All’eta di 34 anni in uno scontro a fuoco con i nazifascisti Bruno Neri muore.
Vicino a Marradi, città del poeta Dino Campana.


