Giuliano Terraneo e Giacomo Leopardi
Ispirato al capitolo omonimo del libro “I portieri del sogno. Storie di numeri 1” di Darwin Pastorin
Giuliano Terraneo faceva il secondo di Castellini, dopo il trasferimento da Monza a Torino.
Giuliano Terraneo era l’opposto di Giaguaro Castelli.
Non amava il gesto teatrale, piuttosto la ricerca del piazzamento, l’estetica del senso della posizione. Una sorta di erede, nel complesso, di Dino Zoff.
Personaggio mite, coltivava piccole passioni fuori dal campo da gioco.
Terraneo amava il teatro.
In particolare il teatro popolare. Con i suoi amici organizzava rappresentazioni, coinvolgendo i compaesani.
Quindi: calcio, teatro. E poesie. Terraneo scriveva poesie. Si poneva domande attraverso i versi. Restava seduto al comodino della sua stanza mentre il resto della squadra era impegnata in interviste, fotografie, donne, telefonate.
Elegante e tragica allo stesso modo la poesia dedicata alla sorella Maria Olimpie, morta a tre anni, nel 1964.
Titolo: Ragazzo triste.
«ll mio volto, a volte inespressivo, riesce a dire molte cose
Sono ossessionato dalla figura, che avrebbe dovuto somigliarmi
i suoi capelli, la sua bellezza
non li dimenticherò mai,
non li dimenricherò per tutte la vita
Le mie ore felici sono smorzate del ricordo dei suoi giochi
del bene che le volevo».
Un’altra scritta sulle ceneri di una angoscia esistenziale.
«Ecco questa è la tua paura
la pace con i tuoi sensi ti basterà per vivere come vuoi tu?
Non lo sai, sei molto confuso.
ma come puoi non essere confuso
se questa società in cui vivi
non ti permette di vivere con la tua coerenza?»
Il grande successo calcistico di Terraneo comincia nel ’77 sempre a Torino, sostituendo Castellini.
L’apice della sua capacità atletica ha inizio quando para il rigore a Gianni Rivera.
Allo stesso tempo Giuliano Terraneo leggeva e adorava Giacomo Leopardi, la visione di pessimismo-realismo del poeta di Recanati era molto vicina e sentita dal portiere. Quando gli venne regalato Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque rimase tormentato dalla tragedia di quei giovani soldati in trincea.


