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Gigi Garanzini -parte 1- Il minuto di silenzio

Introduzione alla minirubrica ANNUNCI Libri d’oro, con un primo articolo su Gigi Garanzini e il suo “Il minuto di silenzio”.

Luigi Garanzini detto Gigi (Biella, 12 gennaio 1948) è un giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e conduttore televisivo italiano.

Gigi Garanzini -parte 1 (da "Il minuto di silenzio".)

Gigi Garanzini regala al mondo – un mondo profano di pallone, per un attimo si ferma ad ascoltare le voci di un silenzio – un libro capolavoro, edito da Mondadori nel 2017.
Uomini.
Uomini, poi, di pallone.
Articoli brevi alla corte di esistenze umane legate potenti a esistenze di uomini anche di pallone. Un testo profano con baricentro sacro. Uomini che meritano un minuto di silenzio, andati lontano da dove non si torna.
Una Spoon River del calcio, una galleria di ritratti “Il minuto di silenzio” (Mondadori, pagg. 281)

Tornano le storie, le vite, le gesta in campo e soprattutto come accettarono il mondo intorno a loro incatenando vita e pallone.
C’è Laszlo Kubala (1927-2002) campione già subito dopo la guerra e destinato dalla legione Rossa in Austria. Approda al Barcellona e non al Real Madrid perché a Madrid già si erano impegnati ad aspettare l’arrivo di Puskàs.
C’è Luis Luisito Monti (1901-1983) chiamato Doble Ancho, armadio a doppia anta. Un gigante centromediano nato a Buenos Aires da genitori della Romagna. Unico caso di giocatore di pallone a perdere il primo Mondiale con la maglia dell’Argentina e poi vincerlo con quella dell’Italia.

C’è Reinhard Lauck (1946-1997) chiamato Macki chè aveva capelli ricci. Protagonista della partita del mondiale tra Germania ovest e Germania Est, quest’ultima amata e vestita da Lauck. Poi, cade divorato dall’alcol e nemmeno i compagni della Ovest e dell’Est – entrambe lo amavano come uomo e come uomo del pallone – riescono a porre aiuto e rimedio. Su una panchina viene trovato ormai troppo tardi, pieno di alcol in corpo. E con la medaglia d’oro delle Olimpiadi del ‘76. Un minuto di silenzio per Lauck: il debutto in nazionale DDR avviene al Karl-Marx-Stadt. La sua squadra di una vita: la Dinamo di Berlino.

Storie fantastiche. Il sito (da leggere l’articolo,per brevi approfondimenti) cita: “E dopo averle scritte quelle cui mi sento più legato sono forse quelle che raccontano certi calciatori sudamericani degli anni Trenta. Penso a Renato Cesarini: ha sei mesi quando nel 1906 la famiglia lascia le Marche e si imbarca per Buenos Aires. E ha 23 anni quando si imbarca invece per l’Italia”


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