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José Nasazzi “El Mariscal”

Josè Nasazzi

José Nasazzi

"El Mariscal"

  • Introduzione

1930, prima edizione della Coppa del Mondo (Coppa Rimet).
Proprio Rimet, decide di creare un ‘ciclo” di competizione mondiale ogni 4 anni seguendo uno spirito di calcio che crea fratellanza, intrattenimento. Fratellanza tra le nazioni. La Coppa del 1930 aveva qualcosa di buffo ad esempio i dischetti dei calci di rigore non avevano la giusta distanza e prospettiva, decisioni arbitrali molto discutibili, identita’ di giocatori ancora ignote.
Ma c’erano i sognatori, le 13 squadre che avevano deciso la partecipazione  che si imbarcarono per Sud America.
Padrone di casa Uruguay, anche loro sognatori. In piu’, detti Invincibili.

  • José Nasazzi

“El gran Capitan” e “El Mariscal”, a piacimento si poteva chiamarlo cosi’.
José Nasazzi: 182 centimetri di altezza e 85 kg di peso.
Si guagagna da vivere tagliando  il marmo.

Di origini anche italiane, il padre nato a Esino Lario un piccolo paese della provincia di Lecco. si è svolto anche un torneo calcistico in suo onore (a 50 anni dalla scomparsa 1901-1968) dove hanno partecipato i bambini della categoria pulcini provenienti da diverse squadre di Italia e Uruguay oltre a quelle di nazionali europee che parteciparono al primo mondiale del 1930: Francia, Jugoslavia, Romania e Belgio. Il primo torneo Nasazzi è stato vinto dalla locale
Olginatese.

  • Dal 1923

Nasazzi arriva in nazionale e conquista la prima di quattro Coppe America. E pure in maglia Celeste, La sua naturale predisposizione al comando gli consente di scalare rapidamente gradini nella considerazione generale, diventando anche qui il capitano nonché l’imprescindibile punto di riferimento sul piano morale.
Questione di “alchimia”?, per alcuni giocatori che si affidano a duro esercizio per maturare esperienza e tecnica. E personalita’.
Altri atleti sono sicuri di sé in ogni circostanza, riescono a controllare le emozioni e la tensione, infondono tranquillità agli altri solo a guardarli. Il secondo caso e’ l’abbigliamento da pallone di Nasazzi.

  • Il primo caso del ruolo del “libero”

Prima cosa:Nasazzi e’ un difensore roccioso, arcigno, insuperabile nell’uno contro uno. Ma ha piedi educati, da centrocampista, esce palla al piede, a testa alta, per avviare l’azione d’attacco – in un tempo dove i difensori erano abituati alla marcatura a uomo. Era un distributore calmo e composto, capace di lanciare attacchi da lontano con passaggi precisi, agendo di fatto come il regista più profondo.
infine, appunto, viene definito come uno dei «Quattro grandi cavalieri difensivi del calcio sudamericano». Gli altri tre, per la cronaca, sono il cileno Elias Figueroa, l’argentino Daniel Passarella e il peruviano Hector Chumpitaz, tutti attivi negli anni 70.

  • Il ritiro dal pallone

Sebbene l’Uruguay si rifiutò di difendere il titolo nel 1934, José Nasazzi vinse di nuovo la Copa América (nel 1935), prima di ritirarsi nel 1937.
Nasazzi fu uno dei piu’ grandi difensori del Sud America di quell’epoca. E considerato da esperti come uno dei migliori difensori della storia soprattutto quando fece coppia con Domingo da Guia, ai tempi del club Nacional. Considerata la coppia di difensori piu’ forte di tutto l’anteguerra.

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