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Hector Castro “El Manco”

HECTOR CASTRO "El Manco"

Dalla fresa in falegnameria al titolo Mondiale

Buon realizzatore ma soprattutto scaltro nel colpo di testa, veloce e molto aagile.
Ha un equilibrio perfetto nonostante sia senza una mano…

Hector Castro cresce in uno dei quartieri più poveri di Montevideo, Arroyo Seco.
Tifa Nacional

Lavora in una falegnameria. All’età di 13 anni perde la mano destra sul lavoro, mentre e’ alle prese con una fresa: El Manco (il monco, proprio perché privo della mano destra), anche se poi ben presto lo ribattezzano El divino Manco, per il bel gioco e i tanti goal che realizza.

  • “El manco”

Tesserato a 17 ANNI da uno dei più importanti club di Montevideo, il Nacional, con i Tricolores vince subito il titolo nazionale. Gioca da attaccante, è fisicamente di grande potenza.
Le prodezze gli valgono la chiamata in nazionale, con cui nel 1926 conquista il suo primo successo continentale. L’Uruguay partecipa al Campeonato Sudamericano de Football 1926 (l’equivalente dell’attuale Copa América) in Cile.

Medaglia d’oro olimpica nei giochi di Amsterdam 1928, al Mondiale 1930 nella finale contro l’Argentina, Castro non parte da titolare.
Sostituisce il compagno Anselmo che, si narra, ha un attacco di panico per la troppa  tensione.
Castro realizza il quarto e ultimo goal uruguaiano, che affossa le speranze di rimonta degli avversari.
Uruguay campione del Mondo alla Prima Coppa Rimet.

  • 1936, il ritiro

Resta legato al Nacional come secondo allenatore: poi passa direttamente alla guida della squadra e riesce a vincere altri 4 titoli consecutivi.

  • Carriera in Nazionale

25 presenze, 18 gol
Titoli vinti:
1926, 1935: 2 Coppe America (1926, 1935)
1928: 1 oro olimpico
1930: 1 Mondiale

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