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Sul Danubio: il Wunderteam – Puntata 3 retrospettiva

RETROSPETTIVE (approfondimenti vari)

Retrospettiva Italia 1934

Coppa del Mondo
Italia 1934
(Coppa Rimet)

Wunderteam e Hugo Meisl

Personaggi e intrecci che descrivono
la Semifinale di Coppa del Mondo tra Italia e Austria

Puntata 3

  • UNA PREMESSA STORICA

In Argentina e Uruguay, nello stesso periodo, si balla il tango, un ballo emotivo, seduttivo, passionale. Giocano al pallone allo stesso modo, dribbling e senza mai escludere la improvvisazione.
A Vienna, invece, si balla il valzer dove l’armonia richiesta fa sì che i due ballerini si fondano, siano una persona sola. 
Fluidi.
Movimenti fluidi.
Il calcio danubiano si basa quindi sulla fuidità, la tecnica, gioco di squadra.
Togli un solo protagonista che non collabora al “ballo” di tutti… allora tutto crolla.

  • Ebrei del Danubio

Nella città natale di Hugo Meisl (Boemia a Maleschau, allora parte dell’impero di Austria-Ungheria, oggi Malechov, nella Repubblica Ceca) la comunità ebraica è molto presente.
Ma con il passare degli anni gli ebrei “del Danubio” si spostano verso l’Inghilterra che vedono come una terra sicura nel crescente antisemitismo ma anche nell’antisemitismo successivo alla Guerra.
Inghilterra come punto di integrazione culturale.
Adottano quindi come proprio ogni prodotto inglese. E, quindi anche il calcio.

  • Hugo Meisl con Jimmy Hogan

Fu Hogan a costruire con Hugo Meisl l’epopea del Wunderteam. la filosofia del passing game.
Nel calcio continentale intravide da subito la possibilità di sperimentare le sue idee che erano basate sui principi dello stile scozzese: gioco corto, passaggi rasoterra, sviluppo della tecnica (gli inglesi, come detto, prediligevano di più un calcio fisico, atletico e potente, lanci lunghi).

  • Metodo danubiano

Gli ebrei del Danubio furono i padri degli olandesi degli anni ’70: triangolazioni nello stretto, scambi di posizione tra i giocatori, movimenti sistematici senza palla.
il “Metodo Danubianoè stato un’evoluzione del passing game praticato dalle squadre scozzesi (ma anche inglesi) fino ai primi decenni del Novecento.
Un gioco incentrato su brevi passaggi, intercambiabilità dei ruoli. Fluido.
La differenza consisteva principalmente nel fatto che mentre il passing game britannico era piuttosto spontaneo, quello danubiano incominciava ad essere più metodico rispettando una precisa organizzazione di squadra.
Il “Metodo Danubiano” del Wunderteam austriaco era possesso di palla, giocata costantemente raso terra con una fitta rete di passaggi.
In sostanza la tattica di Meisl prevedeva un rapido cambiamento nella disposizione dei ruoli in campo a seconda delle fasi di gioco.
Meisl inventa  che dietro, abbiamo un portiere e due terzini che sono due difensori centrali con compiti differenziati:
uno agisce da marcatore, l’altro da regista difensivo.
A centrocampo
il canonico trittico composto dai due mediani laterali e dal centromediano. Meisl solitamente schierava un secondo centromediano (Urbanek) a fianco del centrosostegno (Smistik) in modo da avere ben due fonti di gioco in mezzo al campo. 

In attacco i cinque attaccanti (le due ali, i due interni ed il centravanti) partivano quasi in linea con il centravanti.

In sostanza, si passa da:
Piramide di Cambridge al Metodo infine al Sistema (ideato da Meisl e Pozzo).
Anche se Il calcio nostrano, comunque, fu molto restio ad abbandonare il metodo, che aveva portato i due allori mondiali (1934 e ’38),
l’oro olimpico (1936) e due Coppe Internazionali (1930 e 1935) (l’equivalente del Campionato europeo per nazioni negli anni tra le due guerre).
Infatti, mentre le squadre “sistemiste” raccoglievano applausi per l’eleganza dei loro giocatori, che costruivano la manovra tessendo una fitta ragnatela di brevi passaggi,
Le squadre “metodiste” erano più opportuniste e, spesso, concrete.

Infine, erano i principi di quel Donaufussball che qualche anno dopo avrebbe reso grande il Wunderteam austriaco, partorito non a caso dalla mente di un altro grande ebreo, proprio Hugo Meisl.
 Hugo Meisl propose una sintesi tra ilsistema di Chapman e il metodo di Pozzo, dando il via all’epoca d’oro del cosiddetto “calcio danubiano”.

“La squadra ha  giocato perfettamente, evitando passaggi lunghi. Ha esibito scambi al centimetro ed un eccellente uso degli spazi,

oltre ad una grande capacità di muovere il pallone».

Wunderteam 1934

Il Metodo (a sinistra)
Il Sistema WM (a destra)

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Fomazione Austria in Semifinale 1934
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