RETROSPETTIVE (approfondimenti vari)
Retrospettiva Italia 1934
Coppa del Mondo
Italia 1934
(Coppa Rimet)
Personaggi e intrecci che descrivono
la Semifinale di Coppa del Mondo tra Italia e Austria
Puntata 4
- RETROSPETTIVE
- 30/08/2026
- rubbianiriccardo
03/06/1934
Stadio San Siro
Semifinale Coppa del Mondo (Coppa Rimet)
ITALIA – AUSTRIA
ITALIA – AUSTRIA
Vittorio Pozzo sfida Hugo Meisl, Hugo Meisl sfida Vittorio Pozzo
Vittorio Pozzo
un retroscena
“Vittorio Pozzo guidò i suoi soldati con fermezza e con loro, durante le marce, cantava…
Nelle trincee conobbe la durezza della vita e condivise ogni attimo coi soldati, dall’alba al tramonto, ne comprese lo scoramento, li aiutò a superare la depressione e, forse, era pure d’accordo con loro su alcune scellerate tattiche di battaglia.
Però era un ufficiale, sapeva che tra superiore e inferiore ci doveva essere sempre una certa distanza.
E mai si lasciò andare a frasi contro i generali che mandavano allo sbaraglio interi reggimenti.
Dopo Caporetto difese il Piave, e infine si lanciò nell’ultimo assalto di Vittorio Veneto.
Al ritorno dalla Guerra, divenuto allenatore della Nazionale, i suoi giocatori li guardò negli occhi esattamente come aveva guardato i suoi soldati,
e da loro pretese sempre lo stesso spirito di sacrificio e la stessa dedizione”.
(Andrea Schianchi, “Gazzetta dello Sport” 9/11/2018)
- Pozzo annota sul suo taccuino che…
I successi azzurri degli anni ’30 (2 Coppe del Mondo, 2 Coppe Internazionali e un’Olimpiade) saranno figli di ciò
che il tenente Pozzo aveva vissuto in guerra, sulle montagne, in mezzo al fuoco incrociato dove “imparò uno stile di vita che trasportò, pari pari, sui campi di calcio.
Vittorio Pozzo annota sul suo taccuino che “Lavorare in modo chiaro, lineare, schietto, tale da dare al giocatore la sicurezza assoluta dell’onestà
e della dirittura di condotta nei suoi riguardi.
Dividere col giocatore lavoro, fatica e sacrificio.
Comandare con l’esempio. Non abbandonarlo mai. Essere con lui cordiale e gioviale“.
Ancora Vittorio Pozzo diceva…
“l’allenatore portava la sua squadra in campo proprio come un ufficiale porta i suoi uomini in battaglia.
Li strigliava ma li difendeva sempre, definendoli in pubblico “i giuocatori nostri”
La sua figura: quella di un padre carismatico, esigente ma protettivo.
Consigliava agli scapoli di sposarsi per mettere la testa a posto e condurre così una vita sana e senza vizi.
(Fonte link https://www.ilgiornaledelricordo.it/diari/d826/italia-austria__come_la_spuntammo_nel_1934)
ITALIA – AUSTRIA
Vittorio Pozzo sfida Hugo Meisl, Hugo Meisl sfida Pozzo
L’Austria rappresentava la squadra favorita, quella più forte. Sindelar era già una star e a ragione, considerando che si trattava
di uno dei giocatori più forti d’Europa (successivamente classificato come uno dei giocatori più forti di sempre, sia in “zona” anteguerra
sia nel dopoguerra)
Il cammino degli azzurri era stato invece più faticoso. Ai quarti di finale affronta la Spagna di Zamora. partita complicata che necessitava di
essere ripetuta perchè finita in pareggio 1-1.
Nella ripetizione della gara Pozzo rafforza il centrocampo con Bertolini, Ferraris e Monti: in pratica i tre giocatori non iscritti al Partito
Nazionale Fascista in campo insieme e allo stesso tempo.
Con la vittoria sulla Spagna nella ripetizione della gara, l’Italia di Pozzo aveva solo 48 ore di recupero per giocare contro il Wunderteam, recuperando praricamente tutti i giocatori rimessi in forze in extremis.
La pioggia batte sulla città, inzuppa il campo da gioco e, di conseguenza, aiuta L’Italia.
Perchè nel metodo di gioco dell’Austria c’è proprio la caratteristica di passaggi ravvicinati e tecnica veloce, scambi di posizioni e ancora passaggi rasoterra. E con il fango tutto diviene estremamente faticoso.
Viene scelto per arbitrare una partita così delicata Ivan Eklind, giovane arbitro rappresentante la Svezia.
Tutti si aspettavano qualcuno di più navigato ma la Federazione riteneva corretta la sua scelta. Più facile da corrompere? Semifinale della Coppa del Mondo in Italia durante il fascismo e con Mussolini che non si perde una partita dell’Italia seduto nella tribuna d’onore?
Anche se più giovane quindi ritenuto più influenzabile. Designato da Johanson rappresentante della federazione svedese presso la FIFA. Abbastanza noto come arrampicatore sociale.
Con il senno di poi, no. Eklind guida una partita complicata ma ha coraggio e viene omaggiato al ritorno in Svezia. Non ci sono prove a sostegno che fosse corrotto.
Ed era anche riuscito a tenere a bada” un leone in campo: Luis Monti, noto per il suo stile da mediano unico ma molto ruvido, che viene ripreso più volte dall’arbitro per “linguaggio estremamente scorretto”. Ma non solo questo accade perchè Sindelar alla fine della sfida viene accompagnato in una clinica medica per “la marcatura” proprio di Luis Monti.
Italia – Austria si sblocca con un gol di Guaita dopo un errore di respinta del portiere Platzer. Austriaci lamentano un fallo sul portiere da parte di Meazza che si è avventato (insieme a Guaita stesso) subito dopo la respinta ma l’arbitro convalida il gol. Viene sostenuta anche l’interpretazione che proprio Platzer compia il fallo su Meazza…
La grande Semifinale di Italia 1934 finisce 1-0 per l’Italia. Che da lì a poco avrà la finalissima con la Cecoslovacchia.


